Industriali e Confindustria dalla Prima guerra mondiale al fascismo

Giorgio Fiocca

 

Nel periodo segnato dall’inizio della prima guerra mondiale e l’affermazione del fascismo si sono concentrati molti dei fattori posti dagli storici a causa dei profondi mutamenti collettivi che hanno caratterizzato le vicende dei decenni successivi. Cambiarono le mentalità delle persone, gli orizzonti politici dei partiti, la scala dei valori, la collocazione del nostro paese sulla scena internazionale: ai vecchi temi economici e sociali del periodo giolittiano se ne aggiunsero altri che imposero nuove categorie interpretative. Mutò, tra guerra e dopoguerra, la percezione del proprio ruolo economico e sociale da parte di molti industriali e si acuì la loro insofferenza verso le "incomprensioni" e le incertezze della politica dei partiti e delle istituzioni. Diversamente da questi ultimi, la Confindustria vide rafforzarsi la propria autorità per merito dei suoi dirigenti, a difesa della imprenditorialità rispetto allo Stato e rispetto ai movimenti sindacali operai.

Perciò le vicende della massima organizzazione imprenditoriale italiana sono stati il terreno sul quale verificare non solo le dinamiche tra i gruppi industriali che vi aderivano ma anche le caratteristiche e gli orientamenti di un pezzo della classe dirigente italiana che si sentì investita di una leadership sociale e politica generale grazie a quella coesione e alla forza che gli eventi bellici avevano ad essa conferito.

 

Indice

 

1° cap. La Grande Guerra
2° cap. La Confindustria nella crisi del dopoguerra
3° cap. La difesa dell'imprenditoria industriale contro il socialismo rivoluzionario e il corporativismo fascista

 


pp. 250
volume rilegato
€ 20,66 ACQUISTA

file PDF
€ 8,26 ACQUISTA

 

MODALITÀ CARTA DI CREDITO

Proposte Editoriali

Modalità d'Acquisto

Come Leggere i File

Catalogo

Contatti

pagine in vetrina