Riformare la Corte costituzionale?

a cura di Carla Rodotà

 

 

Definita da Massimo Severo Giannini “un’isola felice” nel mare delle nostre istituzioni in crisi, la Corte costituzionale è rimasta a lungo non toccata dalla “volontà riformatrice”, fino all’insediamento della Commissione Bicamerale D’Alema, quando la riforma della Corte fu inserita in quella più ampia del sistema delle garanzie giurisdizionali. Il testo elaborato ricevette giudizi molto critici da parte degli esperti e del presidente Renato Granata.
Nel predisporre le nuove proposte di modifica della Corte costituzionale, i riformatori della Casa delle libertà non hanno tenuto conto di queste critiche.
Considerando il ruolo chiave della Corte nel sistema politico-istituzionale, la Fondazione Basso ha ritenuto utile chiamare a discutere la riforma ex presidenti e studiosi di diritto costituzionale, i quali hanno espresso un giudizio unanimemente negativo. Dagli interventi e dalla documentazione contenuti nel volume emerge la preoccupazione che venga diminuita la capacità equilibratrice della Corte, e dunque proprio la sua funzione di garanzia nei confronti degli altri poteri dello Stato.


 

Indice


Carla Rodotà Introduzione

 

Interventi

Antonio Baldassarre
Giovanni Conso
Leopoldo Elia

Renato Granata
Cesare Mirabelli
Cesare Ruperto
Giuliano Vassalli
Gianni Ferrara
Massimo Luciani
Alessandro Pace

Lorenza Carlassare Conclusioni


Appendice documentaria

MODIFICAZIONI ALLA SECONDA PARTE DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA:
Relazione di maggioranza
Relazione di minoranza
Testo approvato dall’Aula del Senato
Parere di Federico Sorrentino, Associazione Italiana Costituzionalisti


pp. 202


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