Storia di un mestiere antico e ricco di suggestioni, capace di creare legami profondi tra chi lo pratica e le donne assistite. Storia della sua modernizzazione, e del costituirsi – nella società ma anche tra gli storici che lo studiano – della contrapposizione tra levatrici professionali, istruite e disciplinate, e mammane stregonesche, incolte, folkloriche.
Storia delle ambiguità e delle contraddizioni che hanno segnato la politica fascista, pronta a inquadrare, controllare, reprimere, ma anche a utilizzare esperienze e competenze per colmare i vuoti del suo apparato assistenziale.
Storia della medicina delle donne e storie di donne – tornate alla luce con un’approfondita ricerca d’archivio – capaci di far convivere con testarda autonomia saperi stratificati e nuove conoscenze, in un’intimità unica con il corpo femminile.
Indice
Introduzione
1. Dall’Unità d’Italia agli anni Venti
Oltre i censimenti – Donna Mimma o delle levatrici nell’Italia unita – I nuovi codici – La levatrice moderna e ‘l’eterna questione’ delle abusive – Il rapporto con i medici
2. Le levatrici e il regime fascista
La «frustata demografica» – «Legate alla vita del popolo» – La retorica della modernizzazione
3. Levatrici condotte e libere esercenti
Nobile missione e stregoneria – Madri e figlie – «Vive alle di lei spalle»
4. Le levatrici confinate per procurato aborto. 1926-1943
«Tutti sapevano e nessuno parlava» – Il conflitto con la magistratura – Una via d’uscita: il confino di polizia – La macchina del confino e i suoi ingranaggi – Due volte colpevoli
5. Fra il dire e il fare
L’assistenza alla maternità e all’infanzia – «La sua opera si rende indispensabile». Le levatrici e l’esperienza del confino
Conclusioni
Fonti e Bibliografia

