Una
serata di una cittadina nel Nord Inghilterra, come ce ne sono tante.
Due attori interpretano le parti di un proprietario e di una proprietaria
di un pub e di una serie di altri personaggi. I loro umori, i loro coloriti
conflitti, i loro scoppi di voce e i loro gesti fanno diventare il pub un
luogo di incontro, di scontro, di promiscuità sessuale e sociale. I
due attori rivolgendosi ai virtuali clienti del locale passano successivamente
a evocare e a riprodurre prototipi di altre coppie, quasi in maniera intercambiabile,
come se volessero dimostrare che la natura umana è espressione sempre
degli stessi feroci meccanismi e dello stesso problema: la constatazione della
propria solitudine e incomunicabilità.
Una deriva di esseri umani apparentemente uniti, ma desolatamente soli nei
loro vaniloqui, che si fanno continuamente a pezzi cercando sempre di ritrovarsi.
Il pub come teatro, luogo della rappresentazione di un'umanità che
solo dilaniandosi riesce a ritrovare il senso del proprio essere vivi.
Questa pubblicazione si avvale del contributo del British
pp. 70
volume rilegato
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