Università degli Studi Roma Tre
Centro di Studi italo-francesi

Conferenze 10

 

JACQUELINE RISSET


L’à côté proustiano

 

traduzione e cura di MARINA GALLETTI

postfazione di ALBERTO CASTOLDI

 

Questo articolo, rimasto inedito fino a oggi, ci porta dritto al cuore della lettura critica di Proust che Jacqueline Risset ha sviluppato negli anni prima di darle forma compiuta nel volume Une certaine joie. La sua redazione ci riporta molto indietro nel tempo, agli inizi degli anni Settanta del secolo scorso, quando la studiosa, giunta da pochi anni in Italia, insegnava in qualità di lettrice al Magistero dell’Università di Roma La Sapienza e collaborava intensamente alla pratica avanguardista di “Tel Quel”.

L’à côté proustiano testa «il funzionamento globale» della Recherche attraverso l’analisi dei «rapporti che intercorrono tra similitudine e contiguità, tra metafora e metonimia», nell’intento di smascherare dietro l’apparente supremazia della metafora le «implicazioni nascoste e sovversive» della metonimia. Appare così la centralità di questa figura retorica ‘impura’ nella stessa postura critica di Jacqueline Risset e questo saggio si svela come il luogo matriciale di molti dei suoi studi successivi.

 

 

Indice

 

Marina Galletti
Alle origini dell’à côté. Nota introduttiva

 

Jacqueline Risset
L’à côté proustiano

 

Alberto Castoldi

Spettri di Proust

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pp. 60


volume rilegato € 7,00

(ISBN: 978-88-96244-74-6)

 

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