David Armando

 

 

BARONE, VASSALLI E GOVERNO PONTIFICIO

 

Gli stati dei Colonna nel Settecento


 


Sulla base di una grande mole di documenti d’archivio prodotta dall’amministrazione familiare questo libro esamina il caso dei feudi dei principi Colonna nello Stato pontificio ponendo in primo piano la questione dei diritti e delle giurisdizioni baronali.
In contrasto con la tesi storiografica, a lungo prevalente, secondo cui la politica antifeudale dei papi del Rinascimento avrebbe precocemente privato i baroni romani dei loro poteri reali, la ricerca mostra come i discendenti di Martino V dispongano ancora nel Settecento di una vastissima gamma di diritti, esenzioni e prerogative, grazie a cui esercitano il dominio economico e politico sulle loro terre godendo di un’ampia autonomia nei confronti del governo pontificio.
Senza trascurare le modalità concrete di esercizio del potere, lo studio si sofferma sui suoi aspetti simbolici e ideologici, in particolare su quelli legati alle funzioni di paternalistica protezione che si affermano con particolare forza nel governo della giustizia. L’analisi approfondita dei processi criminali del feudo di Marino – una tipologia documentaria ancora poco studiata – restituisce la cura che i Colonna dedicano a un esercizio della giurisdizione finalizzato alla conservazione dell’ordine nel feudo, caratterizzato dal bilanciamento attento fra rigore e clemenza e dalla contiguità con la sfera della soluzione negoziale dei conflitti.
Questo complesso di poteri è sottoposto alle pressioni crescenti delle società locali e dell’amministrazione  statale, e tuttavia i Colonna riescono a difenderlo con successo fino alla fine del secolo, quando l’arrivo delle armate francesi innesca il processo che condurrà, al termine dell’esperienza napoleonica, all’estinzione delle giurisdizioni feudali.
Nel panorama dell’aristocrazia romana i Colonna costituiscono un caso per diversi aspetti eccezionale: i loro ‘stati’, particolarmente ampi e coesi, rappresentano il retaggio dei secoli precedenti che hanno visto la famiglia esercitare un ruolo politico e militare di primo piano sulla scena italiana ed europea, ma l’ombra del loro dominio si avverte fin oltre la dissoluzione formale della feudalità, dando vita ancora in pieno Ottocento a conflitti e contese che mostrano quanto sia difficile per le comunità recidere i legami di dipendenza che le uniscono al barone.

 

pp. 316


volume rilegato € 27,00

(ISBN: 978-88-96244-68-5)

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(ISBN: 978-88-96244-69-2)

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Abbreviazioni

 

Introduzione

 

1. I feudi dei Colonna alla fine del Settecento
Un quadro comparativo – I feudi pontifici nel patrimonio dei Colonna – Le strutture amministrative

 

2. Fra il papato e la Spagna
Da Martino V alla battaglia di Lepanto – Da signori di Genazzano a principi di Paliano – Nuovi assetti politici e prestigio della tradizione

 

3. I diritti feudali. Controversie e rivendicazioni
Un tono feudale – Privative, ricognizioni, corvées – Il peso crescente delle esenzioni fiscali – La politica locale fra il barone e il Buon Governo – Garantire la sussistenza – Crisi e resistenza del potere feudale

 

4. La giustizia del principe
Un secolo di processi del tribunale di Marino – Suppliche e grazie – Delitti e pene – Riconciliare e assolvere – La giustizia baronale e l’infragiudiziario – «In odio della Giustizia» – Barone, tribunale e vassalli – Tra buona giustizia e bilancio familiare – Giurisdizioni complementari, giurisdizioni concorrenti – Verso la Repubblica

 

Epilogo

 

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