Società italiana per lo studio della storia contemporanea, Il mestiere di storico, Annale III/2002

Istituto Romano per la storia d'Italia dal fascismo alla Resistenza - Associazione nazionale Partigiani d'Italia (Comitato Provinciale di Roma), Documenti della Resistenza a Roma e nel Lazio, CD e testo, Roma, Biblink, pp. 192, € 31,00

 

Da quando Enzo Piscitelli nel 1965 scrisse la sua Storia della Resistenza romana non sono mancati i contributi di alcuni studiosi sul tema, ma nessuno vi è tornato con lo stesso impegno e la stessa ampiezza di sintesi. Tra le molte ragioni di questa assenza di rivisitazione storiografica vi è stata anche una notevole dispersione delle fonti documentarie tra diversi archivi e raccolte private. Questo CD con la relativa guida alla lettura dei documenti in esso contenuti raggruppa invece una cospicua quantità di fonti archivistiche di diversa provenienza - archivi di Stato, comunali, militari, giudiziari, ecc. - organizzandole in diverse sezioni e sottosezioni tematiche. Di notevole interesse è il materiale proveniente da archivi stranieri, in particolare i National Archives di Washington e l'Archivio militare di Friburgo. Molto suggestive le testimonianze orali provenienti dall'Archivio sonoro “Franco Coggiola”, scelte da Sandro Portelli. Per evidenti ragioni di spazio pochi documenti sono proposti integralmente e non tutti gli stralci appaiono particolarmente significativi, ma naturalmente il materiale presentato vuole costituire un primo approccio e una guida a ricerche che necessariamente dovranno passare attraverso la consultazione diretta dei documenti negli archivi d'origine.
Quando in un futuro verrà il tempo di lasciarsi dietro le spalle “la gloriosa lotta di tutto il popolo romano contro gli aguzzini nazi-fascisti” e le lagrime, più o meno sincere, sui poveri riservisti altoatesini “vilmente trucidati in via Rasella dai cinici partigiani comunisti”, quando cioè, per richiamarsi a Marc Bloch, "robespierristi" e "antirobespierristi" lasceranno il campo a chi vorrà spiegarci chi era veramente Robespierre, quando si vorrà finalmente ricostruire e capire che cosa è stata veramente la Resistenza a Roma, tutto questo materiale sarà di grandissima utilità.

 

Gabriele Ranzato

 

  

Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Iter, "Scuola, cultura, società", ottobre-dicembre2001, n.13

Storia e memoria della Resistenza

IRSIFAR-ANPI, Documenti della Resistenza a Roma e nel Lazio, Roma 2001

 

Mai prima d’ora la curiosità del grande pubblico e della ristretta platea degli studiosi aveva potuto contare su uno strumento così efficace per saperne di più sulla storia di quello 'spaccato' tutto particolare che fu la Resistenza romana e Laziale. Al posto di interi polverosi scaffali di biblioteche e di ore e ore di studio di vecchie carte sparse negli archivi di tutto il mondo, ecco apparire di recente sul mercato editoriale il CD Rom Documenti della Resistenza a Roma e nel Lazio tentativo ambizioso di coniugare il rigore e la passione della ricerca scientifica con le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, così da rendere agile e immediata la consultazione di tutte le fonti disponibili. Ideato soprattutto con fini didattici, il progetto Promosso dall’IRSIFAR, (Istituto Romano per la Storia d'Italia dal Fascismo alla Resistenza) e dall'ANPI (Associazione Nazionale Partigianiani d'Italia) offre al lettore un percorso ricco di informazioni inedite e nuovi stimoli interpretativi. Esso risulta particolarmente adatto a chi volesse accostarsi alla comprensione di un fenomeno tanto complesso come la Resistenza italiana partendo dal particolare, dalle “storie” raccontate dai singoli documenti, per poi risalire alle questioni più generali, materia del dibattito storiografico.
L’opera si configura innanzitutto come una raccolta selezionata di fonti, organizzata secondo sezioni tematiche che racchiudono a un tempo la trama della lotta resistenziale e della repressione nazifascista, il contesto sociale delle città e delle campagne, la rete delle istituzioni e delle forze politiche allora operanti, la rielaborazione della memoria. Attraverso i molteplici itinerari proposti, vengono alla ribalta strade, piazze, quartieri, luoghi, figure di donne e di uomini, azioni collettive e individuali, identità e condizioni esistenziali. L’approccio diretto con le “carte” consente di evidenziare elementi per lo più trascurati e destinati a rimanere nell'ombra di Opere storiche cosiddette più tradizionali.
La lettura sul supporto informatico è semplice e articolata su tre livelli: Testo del libro, Materiali documentari e Archivio immagini. Nel primo, che è poi la copia del volumetto allegato al CD-ROM, le questioni metodologiche e i nodi storiografici affrontati dai cinque responsabili del comitato scientifico: Antonio Parisella, Claudio Natoli, Alessandro Portelli, Augusto Pompeo e Gaetano Arfé. Tra le chiavi di lettura illustrate nei saggi storici, emerge come innovativo il contributo offerto alla ricerca dalle testimonianze orali che, secondo Portelli, ci aiutano a capire come «gli avvenimenti collettivi fissati nei documenti che costituiscono il corpo di questo volume sono poi accaduti a singole persone in carne ed ossa e da simili persone sono stati messi in atto, e hanno avuto ripercussioni nello spazio meno illuminato e visibile delle cucine, dei rifugi, e delle coscienze e della memoria».
Le voci narranti dei protagonisti sono state scelte secondo un criterio che ha privilegiato l’originalità del “punto di vista".
In quest'ottica sono emerse situazioni poco rappresentate in altri tipi di fonti: la battaglia di Porta San Paolo osservata da un interno domestico, l'attentato di via Rasella letto dal punto di vista di un componente del Battaglione Bozen, la quotidianità dei rifugiati sotto i bombardamenti a Genoano, la Roma notturna attraversata dai GAP.
Una dettagliata cronologia divisa per aree geografiche (Italia, Roma e province del Lazio) e un’appendice bibliografica completano questa prima sezione introduttiva. I Materiali documentari, corpus centrale di tutta l'opera, sono 1370, suddivisi in sette sezioni articolate, a loro volta, in più sottosezioni tematico-cronologiche. Nelle sette macrosezioni vengono affrontati le fasi che scandirono il ritmo di quei nove mesi, d'occupazione tedesca e i temi che ne composero lo scenario: dalla sconfitta
militare all’armistizio, dall'occupazione militare all'ordine del terrore, dalla situazione politica e sociale al movimento di resistenza, da Anzio e Cassino alla situazione dopo la liberazione del 4 giugno 1944.
Gli avvenimenti che costituiscono la parte fondamentale del periodo in esame dall'8 settembre 1943 al 4 giugno 1944 – sono introdotti e seguiti da documenti che consentono di ripercorrere sia le principali vicende che accelerarono la crisi militare e politica in Italia fino all'armistizio, sia quelle che seguirono alla liberazione di Roma e del Lazio. Numerose le tipologie delle fonti trascritte; tra le altre, le relazioni dei questori, dei prefetti e dei podestà che registravano lo spirito pubblico della popolazione; i messaggi di Radio Londra e i manifestini della propaganda alleata; i fonogrammi dei posti di guardia degli ospedali che informavano sulle vittime delle incursioni aeree, i mattinali dei capi delle province o degli amministratori comunali trasmessi quotidianamente alla Direzione generale di Pubblica sicurezza; stralci di sentenze emesse nel confronti dei collaborazionisti da parte dei tribunali. Il terzo e ultimo livello di lettura, l'Archivio immagini, è senz'altro il più deludente della vasta rassegna documentaria proposta. Solo una ventina le riproduzioni fotografiche che illustrano gli eventi narrati e totalmente assenti i materiali audiovisivi, che avrebbero trasformato il CD-Rom in un'opera davvero ipertestuale e multimediale. Una opportunità di utilizzare simultaneamente fonti diverse in grado di dialogare costantemente con il testo, arricchendone e motivandone i passaggi, è senza dubbio l'aspetto più innovativo di uno strumento come l’ipertesto, e dispiace che i responsabili del bel progetto qui presentato non abbiano sfruttato l'occasione di avvalersi di tali ulteriori potenzialità.

 

 

Il Manifesto 20 giugno 2001

 

Nota soprattutto per la battaglia di Porta San Paolo e per l'azione di via
Rasella, la Resistenza romana non è stata finora indagata al pari di
quella di altre città del nord, e così pure quella laziale. Il suo studio è
ora agevolato dalla vasta raccolta in CD, condotta dall'Irsifar e dall'Anpi dal titolo “Documenti della storia della Resistenza a Roma e nel Lazio. Si tratta
di materiali selezionati da archivi italiani e stranieri, da giornali, da testimonianze e memorie, e organizzati in diverse sezioni: la sconfitta e l'armistizio, l'occupazione militare, il terrore, la situazione sociale e politica, il movimento di resistenza, lo sbarco di Anzio e la battaglia di Cassino, il 4 giugno.
La raccolta ripercorre i passaggi nodali, ma ricostruisce anche il contesto sociale, le posizioni delle forze politiche e il ruolo delle istituzioni, in linea con la maggiore attenzione che gli studiosi negli ultimi anni hanno rivolto all'approfondimento delle realtà resistenziali locali si veda ad esempio la pubblicazione, presso l'Einaudi l nell'ultimo anno del primo volume del Dizionario della Resistenza (a cura di Enzo Collotti, Renato Sandri e Frediano
Sessi, pp. 617, £. 120.000); o dell'Atlante storico della Resistenza italiana edito dalla bruno Mondadori (pp. 160, £. 88.000, con prefazione di Giorgio Rochat). Particolare attenzione è poi attribuita alla rinascita della società civile e all'affermazione di una identità opposta al fascismo.
La consistenza minore della produzione storiografica sugli eventi della capitale e della sua regione è dovuta al fatto che qui la Resistenza ebbe una dimensione minore rispetto al Settentrione. Più limitate furono infatti le azioni di guerra e di sabotaggio e l'ostilità verso le truppe naziste e fasciste fu meno evidente. Ma, sebbene il movimento partigiano fosse meno diffuso e di inferiore capacità offensiva, a Roma fu organizzato l’attentato di via Rasella, una delle maggiori azioni di guerra e di più alto valore simbolico di tutta la durata del conflitto.
Nel Lazío la Resistenza si sviluppò in modo differenziato per zone, ma complessivamente si può distinguere tra l'area meridionale -dove le formazioni partigiane si organizzarono più velocemente per la vicinanza con il fronte e condussero una lotta più scoperta- e l’area dell'alto Lazio dove il movimento si organizzò con il passare dei mesi, quando fu evidente che i tempi della liberazione sarebbero stati più lunghi del previsto, e condusse una guerriglia più simile a quella montana del nord d'Italia.
Corredata di un volume guida alla lettura dell'intero CD, con saggi introduttivi sull’inquadramento nel contesto storiografico e sulle scelte del tipo di fonti (con testi di A. Parisella, A. Pompeo, A. Portelli, C. Natoli, G. Arfeè), l'opera è stata pensata anche come strumento didattico (l'Irsifar in questi anni ha avuto particolare attenzione al mondo della scuola e dell’aggiornamento degli insegnanti). E in proposito F. Piva, nell'introduzione, sottolinea come questa attenzione sia rilevante «nell’attuale congiuntura politico culturale, una fase in cui da più versanti e con diversa angolatura la storia viene usata come strumento di lotta politica per delegittimare le basi fondative della Repubblica (l'antifascismo, la Resistenza, la Costituzione) e, più in generale, per divulgare interpretázioni grossolanamente deformate della storia post unitaria del nostro paese».

 

Grazia Pagnotta