Il Foglio 28/06/ 2005
L'Edipo ai tempi della provetta
Cosa significa oggi essere genitori? Quale funzione la madre e il padre sono chia‑mati a svolgere oggi rispetto al passato? Che significa essere concepiti al di fuori dell'atto sessuale? E ancora, come vive un bambino il fatto di non conoscere il proprio padre naturale o di essere adottato da coppie omosessuali? La psicoanalisi ha cominciato a mettersi in discussione quando ha scoperto di essere impreparata a dare risposte forti a questioni tanto delicate, che rimangono più che mai aperte. In questa prospettiva, alcuni dei principali esponenti della Scuola di psicoanalisi lacaniana hanno avviato un dibattito dal quale è nata la raccolta di saggi intitolata "Da una generazione all'altra", a cura di Diego Mautino e con testi di Marcela lacub, Anita Itzcovic, 'Sol Aparicio.
La ricerca scientifica e le tecniche della procreazione assistita hanno messo in questione la maternità e la paternità, e con esse l'insieme dei legami sociali, così come sul piano legislativo, la possibilità da parte di coppie gay di adottare i bambini ha costretto a una riflessione del tutto nuova sul ruolo tradizionale di genitorialità. I nuovi orizzonti aperti al desiderio di figli, e le forme diverse che può assumere oggi l'essere genitori, impongono anche alla psicoanalisi di riconsiderare ciò che si trasmette da una generazione all'altra, poiché ogni elaborazione ‑ dal mito di Edipo articolato da Freud alla tesi sulla funzione della nominazione elaborata da Lacan deve potersi applicare anche al di fuori del gruppo degli ascendenti biologici.
Cosa succede se non c'è stato atto sessuale, se non si sa chi sia uno dei genitori, se la coppia di genitori è omosessuale? In questa raccolta di scritti teorici, alcuni psicoanalisti lacaniani riflettono e si confrontano. Perché di vero e proprio confronto si tratta tra un estremismo post‑moderno e provocatorio (lacub) e i bisogni elementari di alcuni bambini adottati, incapaci di comprendere situazioni familiari troppo complesse. Nell’intervista d'apertura alla giurista franco‑argentina Marcela lacub, nota per il suo "L'empire du ventre" (Flaminarion), la studiosa sostiene una nuova forma di "genitorialità senza corpo" attraverso la creazione di un utero artificiale in grado. di separare del tutto l'identità femminile dalla procreazione, unica via per ottenere la definitiva eguaglianza con l'uomo. Secondo la lacub quindi "è padre o madre non chi ha fornito il suo corpo per una nascita, bensì chi ha avuto l'idea e la volontà di fare nascere un essere umano come figlio o figlia" Scenari dalla natura fantascientifica che stridono invece con la sofferenza concreta e lacerante di due casi clinici presi in esame da Anita Itzcovic dai quali emerge drammaticamente quella che è l'impossibilità dei bambini di adattarsi a situazioni familiari tanto "diverse" e d'altro canto quanto tradizionali siano i loro bisogni primari di amore, di sicurezza, di protezione, tutti elementi fondamentali nel cercare di costruirsi una identità soggettivamente e socialmente valida Tra gli altri, anche Sol Aparicio che, nel suo saggio, si interroga su quale sia oggi il ruolo della figura maschile nell'ambito della famiglia, quanto abbia conservato della sua antica importanza, e sia stato capace di rinnovarsi e di darsi una nuova identità.
(Gaia Marotta)
Avvenire 27/05/2005
Marcela Iacub, Anita Izcovich, Sol Aparicio
Da una generazione all'altra
Fra i tanti effetti dirompenti che la procreazione assistita sta provocando nella nostra società c'è anche lo sconvolgimento dei fondamenti teorici della psicanalisi, quelli che Freud aveva individuato nel rapporto con i genitori - necessariamente di sesso diverso -e nelle fantasie intorno all'atto sessuale "primario" del concepimento. Cosa succede se non c'è stato atto sessuale, se non si sa chi sia uno dei genitori, se la coppia di genitori è omosessuale?' In Italia, a differenza di altri paesi europei, la psicanalisi non sembra avere avviato un dibattito su questa questione fondamentale. Importante appare quindi l'iniziativa della Scuola di psicanalisi dei Forum di campo lacaniano di aprire il dibattito con un incontro ‑ domani, sabato 28 maggio a Roma - dal titolo "Le donne e i legami sociali contemporanei. Da una generazione all'altra", preparato dalla pubblicazione di una raccolta di testi introduttivi (Da una generazione all'altra, a cura di Diego Mautino, Biblink). Le domande che si pongono i relatori -Che significa per i bambini nascere al di fuori di un desiderio sessuale? Come definire senza il mito edipico le funzioni paterna e materna? Possono queste funzioni strutturarsi al di fuori del gruppo dei discendenti biologici? - sono centrate, nel complesso, sul tema di fondo della postmodernità in cui viviamo: cioè come affrontare la disgiunzione, medita nella storia, tra riproduzione e atto sessuale.
La raccolta presenta testi teorici di psicanalisti lacaniani (come quello di Sol Aparicio, Considerazioni lacaniane sul declino del padre) e la descrizione di casi clinici - relativi a giovani che vivono drammaticamente l'impossibilità di conoscere il nome del padre oppure l'inserimento in una famiglia omosessuale - ma anche le provocatorie riflessioni di una giurista francese, Marcela lacub, nota sostenitrice di ipotesi aggressivamente moderne. Così la studiosa considera in modo positivo la creazione di un utero artificiale per separare del tutto l'identità femminile dalla procreazione, unica via per ottenere la definitiva eguaglianza con l'uomo, ritenendo che i “diritti disuguali in funzione di una disuguaglianza corporale” sono ingiusti“come il razzismo o come la discriminazione delle persone malate”.
La lacub sottolinea poi come dal punto di vista giuridico si stia oggi affermando un nuovo concetto di genitorialità senza corpo, cioè che “è padre o madre non chi ha fornito il suo corpo per una nascita, bensì chi ha avuto l'idea e la volontà di fare nascere un essere umano come figlio o figlia”. Ciò che conta è solo il progetto, e queste decisioni aprono la strada a nuove situazioni che la giurista definisce "stravolgenti", cioè “la possibilità di creare padri e madri nei quali il genere non ha grande importanza”. L'innovazioneavrebbe ai suoi occhi il grande merito dì spezzare “il mito della disuguaglianza naturale tra gli uomini e le donne rispetto alla procreazione”.
Dalla scelta dell'interlocutore e da alcune considerazioni presenti nei saggi si deduce come gli analisti lacaniani, pure consapevoli del problema relativo alla rivoluzione concettuale in atto, intendano affrontarla aggiornando le categorie di analisi piuttosto che guardando criticamente alle trasformazioni in atto. E questo anche se i casi clinici presi in esame non fanno che mettere in luce le difficoltà e il dolore di, chi nasce in situazioni "non naturali" nel cercare di costruirsi una identità soggettivamente e socialmente sostenibile.
Basterà allora aggiornare le proposte terapeutiche e inventare “nuove forme di strutture psichiche” per curare le psicosi dell'uomo moderno? Basterà godere della uguaglianza perfetta, non disturbata neppure dalle differenze biologiche, per rendere felici gli esseri umani? Basterà ottenere il totale dominio sulla natura, stabilendo che è figlio solo chi è stato progettato e desiderato, e genitore solo chi decide e progetta, per essere felici? I testi lasciano aperto il problema, ma almeno lo hanno posto al centro di una discussione.
(Lucetta Scaraffia)